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COLLODI - IL PARCO DI PINOCCHIO

Un viaggio di Marcello Lerario

Quanti di voi hanno letto la favola di Pinocchio? Immagino che tutti la conoscano, eppure sono abbastanza sicuro che la maggioranza delle persone non la conosce abbastanza bene... e ciò valeva anche per il sottoscritto...fino a quando, grazie ad un VIAGGIO IN CAMPER e ad una strada sbagliata, io e il mio equipaggio (moglie, 2 bambini e un cane) ci siamo trovati nei pressi di Collodi (provincia di Pistoia). Il Parco di Pinocchio di Collodi non è il solito parco di divertimenti a cui siamo ormai tutti abituati ... non ci sono adrenaliniche giostre, non ci sono spettacoli all'avanguardia con luci e laser ... e, incredibile ma vero, i bambini si divertono uguale se non di più. Ma veniamo alla descrizione della nostra meta "di fortuna": Ci troviamo a Collodi, frazione del comune di Pescia (PT). Quando siamo arrivati in paese, provenienti dal classico giro Cinqueterre e Pisa, era il 24 giugno 2010 alle 16 circa... in pieno svolgimento del campionato mondiale di calcio; giusto per vedere in un bar la sconfitta dell'Italia subita da parte della Slovacchia. Che tristezza! Meno male che l'atmosfera magica che solo il camper ci sà regalare ci ha riportato alle cose belle della vacanza. Dal preparare la cena a base di cose che normalmente a casa cerchiamo di evitare (wurstel e patatine seguite da dolcetti), al poter giocare a quei giochi di società o di carte, con i bambini, che a casa, vuoi per un motivo, vuoi per un altro, non si riescono mai a fare. E così passa allegramente la serata in attesa della mattina seguente; mattina dedicata alla visita del parco monumentale di Pinocchio. L'area di sosta camper dove ci siamo fermati è in paese (Pescia). Si tratta di un parcheggio in centro, abbastanza comodo ed in piano. In realtà è segnalato come area camper con carico e scarico ma le auto parcheggiate rendevano impossibile qualsiasi operazione. Si trova in Piazza Guido Rossa. E' segnalato, gratuito ed illuminato. Il parcheggio è contornato da un parchetto dove poter portare a passeggio i cani (tranne dove c'è il divieto) e dove poter far giocare i bambini. (Le coordinate GPS del parcheggio sono: N 43° 54' 329" - E 10° 41' 517") FINALMENTE AL PARCO La mattina, dopo una bella colazione in camper ci dirigiamo verso il parco. Il parcheggio è gratuito. Non si fatica a trovarlo, grazie anche al Pinocchio più alto del mondo, una statua di 16 metri commissionata dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi all'Atelier Volet, una storica ditta del cantone svizzero del Vaud, specializzata in costruzioni particolarmente complesse basate sul legno e già realizzatrice del precedente Pinocchio da primato (13 metri). Giusto il tempo di fare i biglietti (meno di 40€ per tutta la famiglia, cane compreso) e siamo dentro. DENTRO AL PARCO: Appena si entra, al contrario dei classici parchi di divertimento, l'impressione che si ha è quella di TRANQUILLITA', nulla a che vedere con i più famosi Gardaland, Mirabilandia e simili. Statue, teatrini, carrozze, percorsi, labirinti, il pescecane e tanto tanto altro Ci siamo anche imbattuti in un burattino che mi ha emozionato... ora Voi direte: """e per forza, nel parco di pinocchio trovare un burattino ... bella forza! """ Bhè, non è un pinocchio qualsiasi; si trattava di PINOCCHIO, o meglio del PINOCCHIO... LUI, quello ha accompagnato molti di noi nelle serate davanti alla tv guardando il film a puntate di Luigi Comencini (quello in cui Nino Manfredi faceva Geppetto). Quel pinocchio è uno dei sei prodotti per girare il film ed è uno dei due sopravvissuti al tempo. Ce n'erano 4 in cartapesta e due di legno. Uno di legno e 3 in cartapesta sono andati distrutti e si sono salvati solo quello esposto a Collodi (di cartapesta) e quello di legno che si trova all'istituto Luce della Rai di Roma che è stato per altro uno dei primi lavori cinematografici di Rambaldi (quello che ha fatto E.T.). Il giro nel parco prosegue fino ad arrivare "casualmente" nei pressi dell'osteria del gambero rosso, proprio all'ora di pranzo. La stessa osteria dove il buon burattino si fermò col gatto e la volpe prima. Fortunantamente all'uscita noi non abbiamo incontrato ""due figuracce nere tutte imbacuccate in due sacchi da carbone, le quali correvano dietro a lui a salti e in punta di piedi, come se fossero due fantasmi: gli assassini !!! """ E così dopo aver visitato il museo interno al parco è passata anche questa stupenda giornata. Si torna al camper, si fà fare merenda ai bimbi (esausti) e fra un gioco e l'altro siamo belli che arrivati al parcheggio della vicina Pescia. Si cena in camper, si fa una passeggiata nel dopocena ed è giunta l'ora di dormire. La mattina seguente purtroppo ci si deve rimettere in viaggio per rientrare a casa. Ci aspetta qualche centinaio di chilometri, che grazie alla sensazione di relax che anche durante i tratti guidati il camper riesce a regalare, passano fin troppo in fretta. Lungo la strada del ritorno abbiamo trovato anche il tempo di fermarci presso un agriturismo a Sansepolcro per salutare degli amici e pranzare insieme. Questo è un viaggio poco impegnativo (a seconda da dove si parte naturalmente) che consiglio caldamente a tutte le famiglie con bambini, ma anche a quegli adulti romantici che vogliono vivere qualche emozione legata alla propria infanzia. Fatto in camper poi, con il senso di libertà che solo l'autocaravan riesce a regalare, vi lascerà un piacevole e indelebile ricordo... come ogni viaggio in camper del resto. Buona strada!!!